Scriviamo questo comunicato per chiarire definitivamente perché la nostra rappresentanza studentesca, Taranto Universitaria, ha deciso di non occupare la II Facoltà di Economia, sede di Taranto, e di non creare agitazioni in tutto il Polo Universitario Jonico.
In questi mesi, ci sono state legittime proteste nel paese e nelle varie sedi della comunità accademica tarantina, nate successivamente all’intenzione del Governo di legiferare una riforma del sistema universitario.
Davanti a tali circostanze, noi rappresentanti degli studenti di Taranto Universitaria, ci siamo posti alcune domande:
In questi anni, le Università italiane hanno garantito meritocrazia ed efficienza nella gestione delle risorse finanziarie?
Le Facoltà hanno scelto i docenti, solo in base alle loro competenze scientifiche o anche per la loro famiglia di appartenenza?
Il diritto allo studio, i servizi e le opportunità fornite dagli Atenei a noi studenti, sono stati sempre allo stesso livello delle comunità accademiche europee?
Purtroppo le risposte in questi anni, a tali domande non sono state sempre positive, poiché sono stati causati gravi disagi non solo alla compagine studentesca, ma a tutto il sistema nazionale.
Per cui era assolutamente necessario un cambiamento.
Come si cambia un sistema universitario? Chiaramente con una Riforma!
Il DDL 1905/2009 (Riforma Gelmini) è un intervento legislativo per riformare il sistema universitario italiano. Per poter sapere se questa legge risulta idonea a risolvere tutti i problemi citati precedentemente bisognerebbe approfondirne i vari punti.
Noi riteniamo ad esempio che tale legge non abbia previsto significativi investimenti finanziari, prioritari per renderla più completa sotto tutti i punti di vista.
Altro punto che non condividiamo, è quello relativo ai concorsi per i docenti, poiché così strutturati non risolvono il fenomeno della baronia.
Infatti,come riportava il sole24ore in un articolo giorni fa, una commissione composta da docenti stranieri avrebbe eliminato tale cancro dalle nostre Università.
Quindi sono tanti i temi meritevoli di attenzione e soprattutto di discussione, che hanno bisogno di essere trattati senza la necessità di protestare in modo estremo, evitando di conseguenza la strumentalizzazione da parte dei vari movimenti politici e dei baroni.
Tante volte in passato non abbiamo condiviso l’operato delle altre rappresentanze studentesche che trascuravano gli interessi degli studenti nelle Facoltà, poiché volevano solo fare politica compiacendo i sindacati e i partiti di turno.
Quindi speriamo che si possa discutere di tali problematiche all’interno degli organi accademici preposti.
Concludiamo tale comunicato con il nostro slogan universitario usato da sempre, nel quale pensiamo che tutte le associazioni si dovrebbero riconoscere: “…UN SOLO INTERESSE, GLI STUDENTI”!
Cordiali saluti.
giovedì 2 dicembre 2010
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